Laparoscopia

Che cos’è la laparoscopia?
La laparoscopia è un intervento chirurgico che, a differenza della chirurgia tradizionale che comporta l'apertura dell' addome attraverso una ampia incisione, consente di operare attraverso alcune piccole incisioni di circa 1 cm. ognuna.
Per questo motivo la laparoscopia è da considerare una tecnica chirurgica meno invasiva della chirurgia addominale tradizionale.

Che cos’è il laparoscopio?
È un tubo rigido all’interno del quale ci sono delle fibre ottiche che permettono il passaggio della luce che dà la possibilità di visionare gli organi presenti all’interno dell’addome. Collegando una telecamera al laparoscopio, l’immagine viene proiettata su di un monitor.

Cosa vuol dire creare la cavità laparoscopica?
Per poter vedere adeguatamente è necessario distendere la cavità all’interno della quale è presente il laparoscopio.
Per far ciò si distende la cavità addominale gonfiandola con un gas inerte, la CO2.
C’è un apposito apparecchio, chiamato insufflatore, che pompa il gas nella cavità, sempre attraverso il foro eseguito per introdurre il laparoscopio, mantenendo una pressione massima di 12-13 mmHg.

La laparoscopia Urologica
In branche chirurgiche quali la chirurgia generale e la ginecologia, la tecnica laparoscopica è diffusa da anni.
In Urologia, solo nell’ultimo quinquennio la tecnica laparoscopica si è diffusa, il ritardo è stato conseguenza del fatto che non esistono interventi laparoscopici urologici facili; è quindi più difficile trovare chirurghi che abbiano la giusta dimestichezza con la metodica.
Per tale motivo si parla di LAPAROSCOPIA UROLOGICA AVANZATA

Quando è indicata la laparoscopia urologica?
La laparoscopia urologica ha prevalentemente un fine chirurgico trovando indicazione nelle seguenti patologie:
- TUMORE DELLA PROSTATA
- TUMORE DEL RENE
- MALFORMAZIONI DEL RENE (sindrome del giunto etc.)
- PATOLOGIA BENIGNA DEL RENE
- TUMORI DEL SURRENE
- PATOLOGIA BENIGNA DEL SURRENE
- CALCOLOSI URETERALE O PIELICA
- PROLASSI GENITALI FEMMINILI
- VARICOCELE BILATERALE
- TESTICOLI RITENUTI IN ADDOME

Che tipo di anestesia è richiesta per una laparoscopia?
Generalmente la laparoscopia si esegue in anestesia generale.
Tuttavia la minore invasività rispetto alle tecniche chirurgiche tradizionali permette forme di anestesia più leggere e meglio sopportabili.
Inoltre le moderne tecnologie rendono l'anestesia virtualmente priva di rischi.

Quanto dura un intervento in laparoscopia?
L’intervento laparoscopico, se eseguito da laparoscopisti esperti ha la stessa durata, in alcuni casi anche minore, dell’intervento chirurgico classico.
Coloro che affermano che l’intervento laparoscopico urologico ha durata di molte ore si riferiscono ai dati di laparoscopisti con poca esperienza.

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Quali sono i vantaggi della laparoscopia?
La laparoscopia presenta numerosi vantaggi rispetto alla chirurgia tradizionale in quanto:
- la visione degli organi endoaddominali è perfetta, molto migliore che in chirurgia tradizionale, di conseguenza l’atto chirurgico sarà più preciso
- non ci sono cicatrici esterne;
- la non apertura dell'addome riduce il trauma sugli organi pelvici e quindi favorisce la ripresa funzionale;
- si riduce conseguentemente anche il rischio di infezione dovuto alla contaminazione con l'ambiente e da corpi estranei;
- il decorso post operatorio è molto più rapido con scarso dolore;
- la degenza è limitata a pochi giorni e anche la convalescenza è molto breve;
- conseguentemente la ripresa delle normali attività lavorative e sociali è notevolmente anticipata rispetto agli interventi tradizionali.

Laparoscopia rischi e complicanze:
Anche la laparoscopia, come tutti gli atti medici e chirurgici, può presentare dei rischi che possono essere  di tipo emorragico o di  lesioni a carico di organi addominali, ad esempio dell' intestino.
La possibilità di tali complicazioni è anche in relazione:
- alla maggiore o minore complessità dell' intervento
- alle caratteristiche del paziente. Ad esempio in caso di obesità marcata può addirittura essere impossibile l' esecuzione della laparoscopia
- alla presenza di pregressi interventi chirurgici addominali che abbiano creato una più o meno complessa situazione aderenziale
- a causa di difficoltà tecniche o di complicanze può talora essere necessario convertire l' intervento in forma tradizionale, cioè con l' apertura dell' addome
- non deve destare particolare preoccupazione la comparsa, nelle ore successive all' intervento, di dolore alle spalle. Tale sintomo è dovuto al gas usato per ottenere la necessaria distensione addominale, e spontaneamente regredisce nell'arco di circa una giornata

Breve storia della Chirurgia laparoscopica

La chirurgia laparoscopica si è sviluppata da molti anni, ma gli sviluppi tecnologici degli ultimi 10 anni hanno permesso una maggiore diffusione della tecnica.
Abulcasis medico di Córdoba nel secolo X fu il primo precursore della laparoscopia attuale. Attraverso un tubo introdotto in vagina e con la luce riflessa da uno specchio riuscì a vedere il collo uterino.

Diversi chirurghi svilupparono la tecnica, ma per anni ostacolo alla sua diffusione fu l’impossibilità di avere una fonte di luce sufficiente.
Negli ultimi anni, lo sviluppo delle lenti delle ottiche e della luce fredda, hanno permesso un grosso passo avanti.

A partire dal 1980 l’arrivo dell’elettronica e lo sviluppo di telecamere miniaturizzate e di monitor tv ad alta definizione hanno eliminato molti problemi.
Attraverso una piccola incisione nella parete addominale, si introduce un sofisticato trocar o tubo.
Attraverso questo trocar si introduce un’ottica con un sistema di lenti in grado di trasmettere la luce.
A questa ottica si collega una telecamera elettronica che interpreta questa immagine e la trasmette a un monitor.
Guidati da questa magnifica visione, attraverso altri due o tre piccoli trocars, si posizionano le pinze e le forbici  nell’addome e si eseguono  le operazioni necessarie.

Nel 1985 un chirurgo tedesco il  Dr. Mühe realizza la prima asportazione di colecisti.
Nel giro pochi anni i chirurghi hanno sviluppato e perfezionato la tecnica laparoscopica.

Grazie ai progressi realizzati in questo breve periodo possiamo  affermare che questa sarà la tecnica del futuro

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